18 Ott Arrivano le campagne "di coinvolgimento" (e un bel restyling)
Come avevamo anticipato a giugno nel post relativo all’uso del CPE (cost per engagement) in AdWords, Google ha lanciato anche in Italia una nuova serie di campagne basate su annunci “rich media”.
Su segnalazione dell’ottima Francesca Sticca possiamo mostrarvi le prime immagini delle impostazioni relative a questo tipo di campagne, che sono state qualificate come un nuovo sotto-gruppo delle campagne display (probabilmente perchè, avendo anche modalità di pagamento a “engagement”, e non solo a clic o impression, necessitano di impostazioni separate rispetto alle display “tradizionali”).
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In sostanza si tratta di campagne basate su annunci interattivi che permettono agli utenti di “attivare” l’annuncio passandoci sopra con il mouse, ancora prima di effettuare clic sull’area target. L’attivazione consiste poi nel semplice avvio del video negli spazi occupati dall’immagine di anteprima (Hover-to-play) o in un’area più estesa, con anche maggiori funzioni (Lightbox).
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Dagli screenshot che ci ha girato Francesca si capisce che non siamo di fronte a una novità assoluta (molti di voi hanno sicuramente già visto questo tipo di annunci in giro per la rete), mai però prima d’ora questo standard era stato utilizzato in AdWords.
Ecco le informazioni sulla creazione di campagne di coinvolgimento e i dettagli sui nuovi formati di annunci utilizzabili
Non abbiamo per ora molti riscontri sui rendimenti di questi nuovi formati. Anche se c’è da scommettere che soprattutto il lightbox ad espansione avrà, almeno inizialmente, dei tassi di engagement molto più alti dei banner classici statici o animati. Dal punto di vista dell’usabilità mi sento però di sconsigliarlio decisamente ai gestori AdSense che hanno target di utenza con limitate capacità visive e motorie (utenti senior o diversamente abili), in quanto potrebbero creare seri problemi di navigazione.
Per quanto riguarda gli inserzionisti, lo sconsiglio a chi non ha dei video ben strutturati e coinvolgenti, perchè si potrebbe addirittura infastidire l’utente finale (anche se io, pur avendoli visti già varie volte on line e trovandoli particolarmente fastidiosi, non ricordo assolutamente anche uno solo dei brand che li ha usati).
Questo post cade a fagiuolo anche per attirare la vostra attenzione su un restyling generale che ho già visto in qualche account (e che probabilmente vedremo ben presto su tutti gli altri).
Oltre a un nuovo logo, tutta l’interfaccia ha subito una risistemazione grafica e funzionale abbastanza ben riuscita, visto che appare ancora più pulita e intuitiva (per quanto lo possa essere AdWords) e con una maggiore evidenza per i pulsanti di call to action di volta in volta disponibili.

A parte il restyling grafico, non ci sono modifiche alle modalità di gestione delle varie funzionalità. Per questo non abbiamo ritenuto opportuno segnalarlo specificamente.
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