Novità per i Partner Google Ads certificati

Novità per i Partner Google Ads certificati

Stanotte mi è arrivata una mail che anticipa che a partire da Giugno 2020 cambieranno parte dei criteri di verifica dei partner certificati Google Ads.

Per quanto ho letto/capito le novità più importanti in arrivo sono 3:

  • I criteri di rendimento sulla base dei quali vengono confermate le certificazioni saranno più trasparenti perchè faranno riferimento al punteggio di ottimizzazione evidenziato nella scheda dei consigli di ogni account, che dovrà essere superiore al 70% (ndr: aggiornamento del 20/2/20).
  • Non basterà più avere 1 utente amministratore certificato per poter esporre il badge di partner di Google (2 per i premier partner), ma occorrerà che almeno la metà degli utenti amministratori collegati a un certo account manager aziendale superino le certificazioni skillshop (gli account di questa piattaforma dovranno essere collegati a quello aziendale).
  • Non esiste più il requisito della crescita di budget investiti e account collegati al proprio account manager per poter ottenere il badge, ma basta aver rispettato il limite minimo di spesa dei propri account negli ultimi 3 mesi (che passa da 10.000$ a 20.000$). Questi requisiti rimarranno invece necessari per i Premier partner, che saranno scelti tra il 3% dei migliori partner in termini proprio di spesa, crescita dei budget investiti e ritenzione dei clienti.

Vedi una tabella di contronto tra i criteri attuali e quelli futuri.

La prima considerazione che mi viene da fare su questi nuovi criteri è che Google incomincia a fare sul serio con la scheda suggerimenti. Tutti noi professionisti PPC avevamo già notato da tempo che la qualità dei suggerimenti era decisamente migliorata. Adesso ignorare quella sezione potrà avere conseguenze importanti anche sul badge partner (oltre che sulla performance delle campagne).

Non è molto chiaro come Google si regolerà con i suggerimenti ignorati dall’inserzionista, ovvero se li considerà o meno per valutare l’ottimizzazione dell’account. Probabilmente avranno un peso negativo, specialmente se non si specifica il motivo per cui li si ignora, altrimenti basterebbe ignorarli sempre tutti per mantenere un buon punteggio di ottimizzazione (Ndr: aggiornamento del 20/2).

Era ora che ci fosse più trasparenza sui criteri di valutazione dell’ottimizzazione degli account per l’ottenimento del badge di Partner e che questo fosse indipendente dall’incremento di budget e di nuovi clienti. Questo è uno dei motivi principali per cui io sono uscito dal programma nel 2017, visto che secondo me il valore aggiunto di un professionista PPC sta proprio nella terzietà rispetto alle piattaforme che propone o, in altre parole, nell’essere libero di suggerire la soluzione che ritiene migliore per il cliente senza dover per forza “spingere” prima quella per cui ha una certificazione.

Purtroppo questa opacità di fondo rimane per i Premier Partner, ma già Google ha fatto un passo nella giusta direzione ritirando questo criterio per il grosso dei Partner, spero che prima o poi lo facciano anche per i top spender.

Gianpaolo Lorusso
info@gplorusso.it
2 Comments
  • SIMONE LONGATO
    Posted at 20:04h, 17 Febbraio Rispondi

    Per diventare partner premier quindi sarà necessario avere account che investono parecchio in Google Ads… se il consulente non è serio quindi c’è rischio che consigli budget da investire in PPC sovra stimati. Pensi che possa essere un possibile scenario?

    • Gianpaolo Lorusso
      Posted at 07:47h, 18 Febbraio Rispondi

      Ciao Simone,
      è esattamente questo il motivo principale per cui ho deciso a suo tempo di non fare più i test per la certificazione, .
      Come ho scritto nel post, per me non aveva senso che la certificazione dipendesse anche solo parzialmente dall’incremento di budget speso e del numero di clienti (mentre ha sensissimo che dipenda dalla ritenzione dei clienti stessi).
      Spero che rimuovano questi due criteri anche per i premier partner.

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