Regolare la finestra di conversione AdWords

Regolare la finestra di conversione AdWords

Pochi giorni fa è stata finalmente attivata in tutti gli account la possibilità di modificare la durata della finestra temporale di tracciamento delle conversioni in AdWords (che normalmente è di 30 giorni). Ora si può modificare il tempo in cui il sistema attribuisce le conversioni ad una visita originata da un nostro annuncio da un minimo di 7 giorni ad un massimo di 90.
Si tratta di una novità molto importante, dato che molti studi confermano che i tempi di conversione on line sono spesso più lunghi di un mese. Il nostro consiglio è quindi di allungare sicuramente questo tempo fino al massimo consentito, a meno che non ci siano delle controindicazioni, che io però al momento fatico a ipotizzare.
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Immagine tratta dal caso ADWEXP13 “conversioni latenti” di Stefania Pedrazzoli e Alessandra Mauriello
Questo annuncio era in realtà già stato fatto alcuni mesi fa e io avevo dato per scontato che tutti i tempi di conversione fossero già stati automaticamente allungati a 90 giorni, ma mi sbagliavo di grosso. Per poterlo fare bisogna  intervenire manualmente sulle impostazioni di ogni azione di conversione allungandone la durata di tracciamento nella scheda “Strumenti e analisi” > “Conversioni” (cliccando nella casella in cui sono indicati i giorni della finestra di tracciamento, se è attiva).
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La possibilità di allungare la finestra è riservata al tracciamento effettuato tramite il codice proprietario di AdWords (non avrebbe senso farlo per le conversioni importate da Analytics perché queste hanno già di default una finestra temporale di 6 mesi).
E tu, hai già cambiato le impostazioni delle tue conversioni?

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2 Comments
  • Seo Specialist
    Posted at 12:45h, 22 Novembre Rispondi

    Non sono d’accordo. Secondo me oltre 30 giorni non si dovrebbe più parlare di conversione. E anche l’esempio di studio del video (parziale) linkato non mi convince.

    • gianpaolo
      Posted at 16:13h, 22 Novembre Rispondi

      Posso essere d’accordo solo per la parte di clic su keyword branded in cui l’utente sarebbe comunque arrivato sul sito per altra via. Che però è a mio avviso più che compensata dalle conversioni che non sarà mai possibile tracciare correttamente (ad esempio per l’uso di dispositivi diversi tra il primo clic e la sessione in cui avviene la conversione).
      Il valore della “scoperta” del sito da parte dell’utente dovrebbe essere attribuito in massima parte al canale che ha portato quella visita, indipendentemente dal tempo che è passato tra il primo clic e la conversione.
      Questo accorgimento consente di approssimare meglio questo valore. Gli attuali sistemi di tracking non sono perfetti, ma accorciare la durata della finestra non aiuta certo a migliorare l’attendibilità dei dati.

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