05 Giu Google inizia a far sul serio con il CPE?
Dopo l’approvazione del CPE (Cost per Engagement) come nuovo standard IAB, molti si erano chiesti cosa esattamente si dovesse intendere per “engagement” nel caso di un annuncio AdWords, e come Google avrebbe utilizzato questa nuova metrica (che ha fortemente sostenuto).
Sabato 1 giugno, mentre creavo alcuni nuovi annunci per una campagna con budget molto piccoli che gestisco per conto di un amico, forse ho trovato una prima risposta. Mi sono imbattuto infatti in quello che sembra proprio un work in progress sfuggito accidentalmente al controllo degli sviluppatori AdWords (oggi infatti, nello stesso account, non si vede già più nulla).
Dopo aver cliccato su “Nuovo annuncio” è apparsa una schermata con varie voci duplicate e alcune nuove funzionalità che non avevo mai visto. [clear]
A parte le duplicazioni anomale nel menù, il link “Annuncio avanzato” puntava ancora al generatore di annunci display, quindi, in questo caso siamo probabilmente ancora in una fase pre-beta e non sono riuscito a capire di cosa si trattasse.
Le 2 voci “Annuncio di terze parti” invece aprivano entrambe una schermata da cui sembra evidente che Google si prepara ad allargare a tutti gli inserzionisti un programma che è già attivo per alcuni grandi partner commerciali (non so se solo in USA o anche in Europa).
Ho fatto un po’ di ricerche e ho trovato solo altri dettagli sui requisiti di pubblicazione degli annunci (che sono poi gli stessi già noti per le tre reti interne Google di AdWords, Doubleclick e AdMob), ma nulla in più relativamente al programma stesso (support.google.com/adwordspolicy/answer/94230?hl=it).
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A prescindere da ciò, nella schermata che si è aperta cliccando su una delle due voci degli annunci di terze parti ho trovato varie cose interessanti.

Come prima cosa, esiste la possibilità di collegarsi a servizi esterni per l’AD serving (anche se il box combinato per la scelta del partner non riportava ancora nessun valore).
La cosa più importante però, a mio avviso, è proprio la modalità di pagamento a CPE (Costo Per Engagement), che ho evidenziato, mostrando anche la breve spiegazione in linea già disponibile.
Ho cercato tra i documenti di supporto, trovando un’altra parziale risposta in cui si fa riferimento alla “espansione” o al posizionamento del mouse sopra l’annuncio, allo “scorrimento” o al “tocco” (https://support.google.com/adwords/answer/2907680?hl=it). Data la vaghezza delle spiegazioni resta l’interrogativo su come verrà praticamente misurata questa nuova metrica (di indubbio interesse per gli inserzionisti interessati soprattutto al branding).
Se è infatti abbastanza chiaro che la visualizzazione stessa di un video-annuncio possa essere considerato engagement, è altrettanto evidente che per i banner “tradizionali” si dovrà misurare una qualche altra forma di interazione pre-clic.
Oltre all’ingrandimento dell’annuncio e al tracking del passaggio del mouse, probabilmente ci sarà anche qualcosa di simile alle vetrine di prodotti interattive che già oggi è possibile realizzare con il generatore di annunci display. In queste tipologie di annunci si possono creare dei mini-cataloghi interattivi che l’utente sfoglia con il semplice passaggio del mouse da un’immagine di prodotto ad un’altra, ancora prima di cliccare su qualsiasi elemento.
Credo che comunque non dovremo aspettare molto per vedere gli sviluppi di questa nuova metrica applicati in AdWords. Se qualcuno ha idee o notizie al riguardo, noi siamo qui apposta… 😉
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