Migliora il tracciamento delle conversioni AdWords (grazie alla Apple ;-)

Migliora il tracciamento delle conversioni AdWords (grazie alla Apple ;-)

Ci sono un paio di novità importanti nel modo in cui AdWords traccia e riporta le conversioni nei propri report.
In primo luogo Google Analytics da questo mese ha già cominciato a salvare nei browser degli utenti il nuovo cookie (_gac) con i dati della codifica automatica GCLID di AdWords per evitare che le nuove specifiche annunciate da Apple lo scorso giugno bloccassero il tracciamento degli utenti che usano Safari come browser (vedi dettagli in più in un post Search Engine Land). Questo significa che i numeri delle conversioni importate da Analytics saranno più precisi, visto che il sistema è ora in grado di identificare un numero maggiore di utenti di campagne AdWords nel momento in cui convertono sul nostro sito (che usino Safari o meno), ma soprattutto che se non hai attivato la codifica automatica in AdWords (attiva di default) e non hai collegato il tuo account con Analytics ti conviene farlo subito.
Ciò permetterà forse in futuro di bypassare anche il mancato monitoraggio delle conversioni View Through nelle campagne display (cioè le conversioni fatte dagli utenti che hanno visto un nostro annuncio, ma non ci hanno cliccato), che rimane ora il limite più grande dell’importazione delle conversioni da Analytics rispetto all’uso del codice nativo di AdWords (a parte forse i tempi di import non proprio istantanei). Qui trovi ulteriori dettagli su questa novità: https://support.google.com/analytics/answer/7519794?hl=it
Inoltre, nei prossimi mesi verranno automaticamente aggiunte nella colonna conversioni quelle “modellate”, cioè basate su modelli di attribuzione “data driven”, diversi da “ultimo clic AdWords” (che attribuisce la conversione ad AdWords quando c’è almeno un clic su un’annuncio nella finestra di tempo considerata e che, manco a dirlo, è quello di default della piattaforma) e “ultimo clic non diretto” (che attribuisce la conversione all’ultimo canale che ha portato l’utente sul sito, escludendo le visite dirette, che è il default di Analytics).
In sostanza, si dovrebbe trattare di una stima più veritiera delle conversioni che gli altri modelli di attribuzione non avrebbero attribuito ad AdWords. Negli account che gestisco io il modello basato sui dati non modifica molto i numeri attribuiti dall’ultimo clic AdWords, ma in campagne con percorsi di conversione più lunghi, complessi e con molti punti di contatto diversi, potrebbe esserci un’influenza sui dati molto più grande.
Se vuoi valutare che tipo di cambiamento potrebbero subire i tuoi dati di conversione esiste la possibilità di farlo in AdWords visualizzando un report di confronto tra i diversi modelli di attribuzione (nella nuova interfaccia si clicca sul menù in alto a destra “Strumenti, fatturazione e impostazioni” > “Attribuzione della rete di ricerca” > “Modelli di attribuzione”).
Il nuovo modello sarà comunque inizialmente limitato alla sola rete di ricerca e non sarà invece disponibile per la rete display. Qui trovi ulteriori dettagli su questa novità: https://support.google.com/adwords/answer/7521212?&hl=it
Se invece non stai ancora tracciando/importando le conversioni nel tuo account AdWords: sappi che sei la vergogna di tutti noi specialisti PPC! 😉
Faccio finta di nulla e ti sparo dritto-dritto su questo post che (spero) ti aprirà gli occhi su quello che devi fare (ieri): Traccia tutto, traccialo bene. Ecco il vero “segreto” per ottimizzare una campagna AdWords
Che il ROI sia con te 😉
 

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Gianpaolo Lorusso
info@gplorusso.it
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